Lo stato di salute a livello globale – Le Scienze

 

 

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Dal 1990 i tassi di mortalità globali sono scesi significativamente grazie a un diffuso miglioramento nei servizi igienico-sanitari, nelle vaccinazioni e nell’inquinamento, e alla drastica diminuzione della mortalità da HIV e malaria in molti paesi dell’Africa sub-sahariana. Queste conquiste sono però messe a rischio dal diffondersi di problemi di salute legati a obesità, iperglicemia e ricorso a sostanze d’abuso(red)

Nel corso degli ultimi 25 anni i tassi di mortalità a livello globale sono costantemente diminuiti. In particolare, miglioramenti nei servizi igienico-sanitari, nelle vaccinazioni, nella qualità dell’aria all’interno delle case e nell’alimentazione hanno permesso ai bambini dei paesi poveri di vivere più a lungo.

Questi progressi sono però minacciati dal crescente numero di persone che soffrono di gravi problemi di salute legati a obesità, glicemia elevata e abuso di alcool e sostanze stupefacenti. Sono questi alcuni punti salienti sottolineati dall’ultimo rapporto del Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study di cui riferisce “The Lancet” in sei articoli.

A livello globale, fra il 1980 e il 2015 la speranza di vita è aumentata da circa 62 anni a quasi 72 anni, con diverse nazioni dell’Africa sub-sahariana che si stanno riprendendo dagli elevati tassi di mortalità dovuti all’HIV/AIDS. In particolare, tra il 2005 e il 2015, i tassi di mortalità da HIV/AIDS sono diminuiti del 42 per cento. Molto significativa è stata anche la diminuzione dei tassi relativi a un’altra grande causa di morte da malattia infettiva: quelli legati alla malaria sono infatti scesi del 43 per cento….continua su: www.lescienze.it/news/2016/10/12/news/salute_globale_riduzione_mortalita_-3268236/

 

Contraccezione, la pillola può aumentare il rischio di depressione nelle donne giovani

pillole-contraccettiveA sostenerlo uno studio dell’Università di Copenaghen. Lo spettro del calo psicologico si presenta con l’80% di possibilità in più per le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni

LA DEPRESSIONE è un rischio che aumenta dell’80 per cento per le adolescenti tra i 15 e i 19 anni che prendono la pillola contraccettiva. Un problema che aumenta del 120 per cento con la minipillola progestinica.  A rivelarlo è uno studio dell’Università di Copenhagen, pubblicato sulla rivistaJama Psychiatry. Secondo la ricerca il pericolo depressivo aumenta del 23 per cento per le donne di età compresa tra i 20 e i 34 anni che usano la pillola combinata di estrogeni e progesterone e del 34 per cento per le coetanee che assumono la minipillola progestinica.,,,continua su: http://www.repubblica.it/salute/benessere-donna/contraccezione/2016/10/14/news/pillola_depressione_adolescenti_contraccezione-149216257/

200 e più domande e risposte su contraccezione e contraccezione d’emergenza tratte dal sito mettiche.it

Epatite C: Aifa, no garanzie se farmaco preso on line

 

Così Domenico Di Giorgio, direttore dell’ufficio Qualità dei prodotti e contraffazione dell’Aifa, commenta il caso del farmaco ordinato via internet, sequestrato in dogana e poi dissequestrato per ordine della Corte d’Appello di Roma (ANSA)

ROMA – Usare canali ‘alternativi’ e non legali per ottenere i farmaci per l’epatite C può essere pericoloso, e si rischia di ricevere qualcosa di diverso dal principio attivo cercato. Lo afferma Domenico Di Giorgio, direttore dell’ufficio Qualità dei prodotti e contraffazione dell’Aifa, commentando il caso del farmaco ordinato via internet, sequestrato in dogana e poi dissequestrato per ordine della Corte d’Appello di Roma….continua su: www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2016/10/14/epatite-c-aifa-no-garanzie-se-farmaco-preso-on-line_875e07f9-4dd2-43df-86cd-aa19a32002fb.html

 

L’influenza si previene a tavola, ecco la dieta anti-virus – Adnkronos

 

L’autunno è appena cominciato e i malanni di stagione hanno subito iniziato a farsi sentire. Se raffreddore e influenza sono in agguato, e vogliamo evitare di trascorrere giorni a letto con la febbre, bisogna ricorrere a una corretta alimentazione che ci consente di assumere la giusta quantità di vitamine e antiossidanti. La chef inglese Sophie Michell, intervistata dal ‘Daily Mail’, ha proposto la dieta anti-virus ideale.

1) Aglio. Sebbene non sia gradito da ogni palato, per il forte odore e sapore, l’aglio è un ortaggio dalle preziose proprietà antibatteriche e antivirali.

2) Mirtilli. Rappresentanti della categoria dei ‘Superfood’, i mirtilli apportano numerosi benefici alla salute in quanto proteggono il sistema immunitario. “‘Il mirtillo è ricco di antiossidanti, un ottimo ingrediente per i frullati o per la colazione”, ha affermato l’esperta.

3) Brodo di pollo. La chef Michell lo indica come cibo ideale per combattere l’influenza di stagione, soprattutto perché risulta leggero e aiuta a scaldarsi in una giornata invernale.

 

………continua su: 

10) Brodo d’ossa. Per quanto, a prima impressione, non susciti il nostro appetito, il brodo ottenuto con le ossa degli animali è un’importante fonte di nutrimento e un alimento benefico per l’intestino.

tutto l’articolo su: www.adnkronos.com/salute/2016/10/14/influenza-previene-tavola-ecco-dieta-anti-virus_ym7KdUfmrpE2Zq6lHmeGoM.html

 

Tagli visite ambulatorio internisti per un milione pazienti

 

Società scientifica, escono da nomenclatore attività ambulatoriali (ANSA)

La mancata inclusione delle visite specialistiche in medicina interna nel nomenclatore delle attività ambulatoriali lascia senza medico di riferimento negli ambulatori almeno un milione di pazienti cronici, prevalentemente anziani, spesso fragili e in maggior parte destinati a ricoveri reiterati. Lo rende noto la Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) che esprime preoccupazione per le ricadute della norma e chiede con forza il reinserimento nel nomenclatore della visita specialistica in medicina interna.

A spiegarlo è Francesco Perticone, presidente della SIMI riunita per il congresso nazionale a Roma. Secondo gli esperti SIMI, la visita internistica aiuta anche a ridurre le liste d’attesa per le visite specialistiche e gli esami strumentali e a contenere la spesa farmaceutica. Dei 6,4 milioni di ricoverati ogni anno, il 16% entra in un reparto di medicina interna perché soffre di più patologie. Tornato a casa, però, torna a essere un ‘malato a pezzi’ che deve fare controlli dal cardiologo, dal diabetologo, dallo pneumologo senza essere visto da uno specialista che sappia mantenere una maggior visione d’insieme…

ANSA: www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2016/10/14/tagli-visite-ambulatorio-internisti-per-un-milione-pazienti_b53fc37a-cf14-419d-a21e-36423c5c97d3.html

 

Torino, basta starnuti e fazzoletti con lo spray antiraffredore – Repubblica.it

 

Il farmaco in fase di sperimentazione, ideato dall’università di Torino

UNO SPRAY NASALE antivirale in grado di prevenire e curare il raffreddore. È il progetto sperimentale del gruppo di ricerca torinese Panoxyvir che si è aggiudicato a Novara il primo posto alla Start Cup Piemonte e Valle d’Aosta 2016, la competizione per le migliori idee di business, organizzato dagli incubatori universitari di Piemonte e Valle d’Aosta e sostenuto dalla Regione Piemonte.
Secondo la startup torinese, che ha ricevuto un premio da 10mila euro, i rimedi per il raffreddore disponibili sul mercato si limitano a mitigare i sintomi dell’infezione più diffusa nell’uomo, senza accorciarne la durata. Panoxyvir, invece, attraverso l’uso innovativo di ossisteroli, molecole fisiologiche derivate dall’ossidazione enzimatica del colesterolo, se sviluppato con successo potrebbe diventare il primo farmaco in grado di curare il raffreddore e prevenire l’insorgenza dei sintomi e la trasmissione della patologia. Quindi niente più fazzoletti nelle tasche e continui starnuti grazie a uno spray inventato all’ospedale San Luigi di Orbassano per curare dal raffreddore.  Basterà spruzzarsene un po’ nel naso e si eviterà di ammalarsi. Il progetto, ideato dal professore di virologia molecolare David Lembo, da quello di patologia generale Giuseppe Poli e dai due ricercatori Valeria Cagno e e Andrea Civra, è nato come start-up di 2i3t, l’incubatore delle imprese dell’Università di Torino.
L’idea di fondo è piuttosto semplice: offrire una sorta di antidoto al virus su base naturale….continua su: torino.repubblica.it/cronaca/2016/10/14/news/torino_basta_starnuti_e_fazzoletti_con_lo_spray_antiraffredore-149740525/?rss

 

Tbc, più diffusa del previsto. In Italia un morto al giorno – Repubblica.it

 

Nel nostro paese 10 nuovi casi al giorno, l’anno di 120 di ‘multiresistente’. In calo il numero di persone che si ammalano, ma c’è ancora molto da fare. Sono i dati del Report Oms 2016 sulla tubercolosi.

LA TUBERCOLOSI nel mondo continua ad uccidere e a creare danni e disperazione, nonostante gli sforzi e la possibilità di curare anche a costi contenuti. Il titolo del Report Oms 2016 sulla tubercolosi (relativo al 2015), nella sua lunghezza, spiega già tutto: Azioni globali e investimenti cadono molto al di sotto di quel che serve per far finire l’epidemia globale di Tbc. Le parole “End Tb”, strategia dell’Oms con tappe nel 2020 fino al 2050, e i nuovi Obiettivi sostenibili del millennio (Sdg) per il 2030 dell’Onu contenuti nel target sanitario, il punto 3.3 (“End the epidemics of AIDS, tuberculosis, malaria”) sembrano sempre più lontani. Il Report parla chiaro: “Nel mondo il tasso di declino dell’incidenza della tubercolosi rimane a solo 1,5% tra il 2014 e il 2015. Bisogna accelerare questa diminuzione al 4-5% annualmente per raggiungere la tappa del 2020”. 

I dati globali. “L’epidemia della Tbc è più ampia di quanto finora si credeva”, dice il Report Oms, “e ciò riflette i nuovi dati dell’indagine provenienti dall’India”…continua su: www.repubblica.it/salute/medicina/2016/10/13/news/tbc_piu_diffusa_del_previsto_in_italia_10_casi_al_giorno-149679761/

 

Ricreato femore con omero donato, 1/o caso su bimbo – ANSA.it

 

A Città della Salute di Torino, dopo 2 anni di cure il piccolo paziente sta bene

ra affetto da un osteosarcoma primitivo, un tumore delle ossa letale, il bambino di sei anni a cui la Chirurgia oncologica ortopedica della Città della Salute di Torino ha ricostruito e sostituito il femore con un omero rovesciato, un osso di banca da donatore proveniente dalla Banca dei tessuti.

L’intervento è stato il primo in Italia su un paziente così piccolo e nella letteratura mondiale non risultano precedenti.

Il paziente, che ora ha otto anni e ha terminato le cure oncologiche, è tornato a una vita normale.

L’eccezionale intervento è stato eseguito dall’equipe di Raimondo Piana, direttore di Chirurgia oncologica ortopedica della Città della Salute di Torino.

Il bimbo era affetto da un tumore molto raro, con una incidenza di circa 150 casi all’anno in Italia. I medici hanno proceduto con l’asportazione della parte distale del femore, l’articolazione del ginocchio. L’utilizzo di un omero, in alternativa al femore, si è resa necessaria per l’età e le piccole dimensioni del ginocchio. Il tutto è stato collegato al femore del paziente con una placca e al ginocchio ricostruendo la capsula e tutti i legamenti, preservando la tibia del paziente….Continua su: www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2016/10/13/ricreato-femore-con-omero-donato-1o-caso-su-bimbo_9186b72b-1f2f-457f-8757-70d8e18b9c4c.html

 

Che sapore deve avere e quanto deve costare un olio per essere buono – La Stampa

 

Sempre presente sulle tavole mediterranee questo alimento deve avere determinate caratteristiche. Attenzione anche al colore, al contenitore e alla conservazione

L’Olio extravergine di oliva è un elemento principale nella dieta mediterranea; un alimento antichissimo ottenuto mediante procedure meccaniche di spremitura del frutto dell’albero di olivo.  

E allora proviamo a capire come scegliere un olio di buona qualità. Quali sono le caratteristiche che deve avere questo alimento per essere digeribile e benefico per la salute? Il colore, il sapore, quanto contano? Un’analisi dettagliata ci viene fornita dalla dottoressa Elga Baviera, biologa dello studio ABR, specializzata in sicurezza alimentare.  

I SAPORI CHE DEVONO ALLARMARCI  

«Partiamo proprio dal gusto. Pensate, esistono sapori specifici che debbono metterci in allarme se presenti con una certa intensità. Sono 6 in particolare e segnalano che il prodotto è deteriorato. Eccoli. 

1) Sapore di terra tipico di olive infangate e non pulite. 

2) Sapore di secco tipico di olive troppo mature. 

3) Sapore di «verme» dovuto allo sviluppo di larve nelle olive. 

4) Sapore di legno umido tipico di olive che hanno subito una gelata. 

5) Sapore di morchia, quando è rimasto troppo tempo a contatto con i fanghi di decantazione. 

6) Sapore metallico dovuto ad un prolungato contatto con superfici metalliche. 

E ora vediamo quali caratteristiche organolettiche deve avere un olio extravergine di oliva di buona qualità…..scoprilosu: www.lastampa.it/2016/10/12/scienza/benessere/che-sapore-deve-avere-e-quanto-deve-costare-un-olio-per-essere-buono-wSSzg2udCiZPa1qSFmDGFN/pagina.html

 

Cheratosi attinica per 400mila italiani: ecco perche’ e’ impossibile prevedere chi e’ a rischio di cancro

 

Chi soffre di cheratosi attinica ha lesioni pre-cancerose poco pericolose, conseguenza di un’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti, che possono però evolvere in carcinoma invasivo. Gli esperti: «Il trattamento tempestivo è fondamentale» – Corriere.it

Piccole lesioni sulla pelle che possono assumere forme e colorazioni diverse, ruvide al tatto e ricoperte da squame, con dimensioni che variano da pochi millimetri fino a 6 centimetri di diametro. La cheratosi attinica è una malattia nota fin dalla fine dell’Ottocento, ma a lungo è stata sottovalutata e, di conseguenza, sottostimata. Tanto che non è noto con chiarezza quanti italiani ne soffrano, ma secondo le stime più recenti meno della metà dei pazienti riceve una diagnosi, mentre la cheratosi solare o senile (come viene anche comunemente chiamata) interesserebbe quasi mezzo milione di connazionali. L’esposizione continua e senza protezione ai raggi UV è il principale fattore di rischio e se in molti casi è poco più che un disturbo, può anche essere pericolosa e trasformarsi in cancro. Infatti, circa il 60 per cento dei casi il carcinoma cutaneo a cellule squamose si forma a partire da una cheratosi attinica e questa patologia della cute è stata recentemente inclusa dal Ministero della Salute tra i tumori della pelle.

Bisogna trattare subito

«La progressione della malattia non è prevedibile, per questo diagnosi precoce e trattamento tempestivo sono fondamentali….continua su: www.corriere.it/salute/sportello_cancro/16_ottobre_11/cheratosi-attinica-impossibile-prevedere-chi-rischio-cancro-b6a723b0-8fbf-11e6-9570-c4e479bbab14.shtml?intcmp=exit_page