La rincorsa alle nuove terapie, una dopo l’altra, per chi ha un tumore

 

Molti farmaci innovativi stanno entrando in clinica: l’idea è quella di somministrarli in successione,quando uno fallisce, oppure di usare combinazioni

Trecentoquarantasei pagine: sono quelle del libretto che illustra il programma scientifico dell’Esmo Congress, il congresso annuale dell’European Society of Clinical Oncology, appena conclusosi a Copenhagen. Un vademecum per i medici che vi hanno partecipato, ma cosa ci possono trovare i pazienti? Quelle trecentoquarantasei pagine, fitte di indicazioni su simposi, letture, poster, studi clinici, che notizie riservano a chi è colpito dalla malattia? Quali sono le novità in grado di migliorare le cure, garantire sopravvivenze maggiori anche nei tumori più difficili, assicurare una buona qualità di vita ai malati? Le novità ci sono, per molti tipi di neoplasie, che vedremo caso per caso.  Ma in generale, quello che a Copenhagen si è confermato, è che i farmaci innovativi , come gli immunoterapici (che aiutano cioè il sistema immunitario di una persona a combattere il tumore) insieme ai farmaci a bersaglio molecolare (quelli cioè che aggrediscono bersagli specifici delle cellule tumorali) stanno “cronicizzando” il cancro e che la combinazione di queste molecole si sta rivelando preziosa nell’aumentare la sopravvivenza dei pazienti.  Partiamo allora da alcuni dei cosiddetti Big Killer: tumore al seno e al polmone innanzitutto. Per arrivare a melanomi, neoplasie di rene, pancreas e della zona testa- collo, meno diffusi, dove i nuovi farmaci innovativi stanno dando ottimi risultati, anche perché prima non esistevano terapie.  

Seno e metastasi

Le novità terapeutiche più importanti riguardano quei tumori del seno metastatizzati, con recettori per gli estrogeni positivi (alcuni tumori al seno, infatti, risentono dell’influsso degli estrogeni e altri no e questo guida la terapia) che si manifestano nelle donne in post-menopausa. Uno studio presentato a Copenhagen ha dimostrato che l’associazione fra ribociclib eletrozolo (il primo farmaco inibisce un enzima che contribuisce alla crescita tumorale, il secondo agisce sui recettori ormonali per gli estrogeni) aumenta la sopravvivenza. «Il ribociclib – hanno confermato Lucia Del Mastro, del San Martino- Istituto Tumori di Genova e Michelino De Laurentiis direttore dell’Oncologia Medica senologica all’Istituto Tumori Pascale di Napoli – associato alla terapia ormonale con letrozolo, migliora i risultati ottenuti con il solo letrozolo e prolunga il periodo di vita, vissuto dalle malate prima che la malattia si ripresenti. Oggi questo tipo di tumori viene curato fin dall’inizio con una terapia ormonale (letrozolo). Se funziona si va avanti, altrimenti si passa alla chemioterapia. Il ribociclib raddoppia l’efficacia dell’ormonoterapia e ritarda il ricorso alla chemio, migliorando la qualità di vita delle pazienti”. 

Ed ancora: Tumore al polmone avanzato, Melanoma, Rene, Pancreas; Tumori della testa e del collo