Intervento del sindaco di Firenze Dario Nardella per ‘Festa del medico di famiglia’

dario-nardella-1A leggere le piu’ recenti statistiche su internet non esiste malattia incurabile, né diagnosi indecifrabile.

Quattro italiani su dieci si fidano delle informazioni trovate qui più del proprio medico di famiglia, ha calcolato il Censis nel ‘Monitor Biomedico 2014’, realizzato nell’ambito delle attività del Forum per la Ricerca Biomedica e presentato lo scorso ottobre. Di questi, il 78% usa il web per informarsi su patologie specifiche, il 29% per trovare informazioni su medici e strutture a cui rivolgersi, il 25% per prenotare visite, esami o comunicare tramite e-mail con il proprio medico.

Non tutto quel che transita per la rete è sicuramente da buttare. Ma proprio in questo non-luogo vengono venduti i preparati più disparati, e i risultati della sperimentazione fai-da-te sono condivisi dai pazienti sempre su internet, senza qualsiasi controllo e nella speranza di trovare al di fuori dei circuiti della medicina ufficiale la pietra filosofale contro la malattia più temuta.

Un pericolo grave e reale, dunque.

È però confortante leggere, sempre in questo studio del Censis, che il medico di base rimane la fonte di informazione più consultata dagli italiani (73%), seguito dallo specialista (27%).

Un tempo i medici parlavano in latino, come i vescovi e cardinali; pochissimi capivano, ma non ce n’era bisogno. Successivamente s’è usato l’italiano, ma sebbene la lingua sembri la stessa, parole e sintassi sono incomprensibili o quasi. È cambiata solo la liturgia dei gesti, ieri più corporei, oggi tecnologici e mediati da macchine. La legge impedisce ai curanti di fare alcunché senza che i malati abbiamo prima capito e poi espresso il proprio parere, ma spesso, sui giornali o in tv, si continua ad usare troppo spesso un gergo costruito per escluderli, fatto di paroloni oscuri e talvolta terrificanti.

Un linguaggio che ha ben poco a che fare con la scienza.

I medici di famiglia, invece, sono gli unici capaci di entrare nelle case, sedersi in cucina, prendere un caffè e spiegare davvero cosa succede. Non usano termini oscuri, non parlano come i protagonisti di certe serie tv che vanno tanto di moda con ambulanze a sirene spiegate, pazienti in fin di vita, sale operatorie in frenetica attività, parenti in lacrime e medici eroi. La saga sugli ospedali, pronti soccorsi, vite appese ad un filo non fa parte dell’universo dei medici di famiglia. Con la saggezza di chi conosce da decenni il proprio paziente sanno benissimo che alimentare un’idea di onnipotenza del medico non serve, anzi ostacola una buona diagnosi e una buona cura e alimenta solo false aspettative nei cittadini.

Teniamoci cari, dunque, e festeggiamo questi grandi professionisti della salute che con competenza, passione e dedizione ci garantiscono una vita sicura e in salute.

Dario Nardella

Sindaco di Firenze