La grande crisi e le politiche sanitarie in Europa: cosa hanno fatto i Paesi Ue e la ricetta degli esperti

sanità europa 2Non c’è gestione della crisi che tenga, senza un chiaro disegno politico capace di guidare le scelte di economia sanitaria. Né le ricette di crudi tagli arrivate dall’esterno (leggi troika) in questi anni, per raddrizzare la schiena a Paesi al collasso, si sono rivelate davvero benefiche per la salute dei cittadini e per definizione di strategie di ampio respiro. 

Lo studio considera l’impatto della crisi che dal 2008 ha cambiato la stessa prospettiva con cui l’Europa guardava alle priorità sanitarie: dalle preoccupazioni per gli anni a venire, a cominciare dall’invecchiamento della popolazione, alla sostenibilità dei sistemi nazionali nell’immediato. 

….la crisi ha picchiato duro. I primi effetti sono soprattutto sulla salute mentale della popolazione: «l’evidenza – si legge nel report – generalmente suggerisce che disoccupazione e incertezza finanziaria aumentano il rischio di disagio mentale». Per non parlare dei suicidi, il cui trend dopo anni di calo è tornato a crescere in più d’un Paese. Anche se i veri effetti devono ancora venire: con ogni probabilità – è il monito – l’aumento della spesa out of pocket o il rinvio delle scelte di cura da parte delle famiglie mostreranno conseguenze visibili sulle finanzie e sulle condizioni generali di salute solo nei prossimi anni.

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