Defibrillatori automatici, a Milano ne servirebbero 200 (e a Roma 400)

 

defibrillatore automatico 2

Secondo un metodo di calcolo messo a punto da ricercatori francesi, a Parigi (esclusa la grande periferia) dovrebbero essercene 350, dislocati in luoghi pubblici cruciali

BARCELLONA – Quanti defibrillatori automatici salvacuore servirebbero a Milano o a Roma? Per ora, grazie a un metodo di calcolo messo a punto da ricercatori francesi, sappiamo che a Parigi (esclusa la grande periferia) ne servono 350, dislocati in luoghi pubblici cruciali. Dalle piazze agli stadi, dalle stazioni della metropolitana agli uffici postali, dalle palestre ai parchi di divertimento e pubblici. Collocati in bacheche dal vetro frangibile in caso di emergenza, con istruzioni ben precise per il loro semplicissimo uso, “intelligenti” a tal punto da entrare in azione solo in caso di arresto cardiaco. E non a vanvera. Le bacheche dovrebbero essere collegate a centraline operative che fanno partire subito ambulanze di pronto soccorso cardiologico. In caso di infarto il tempo è oro. È stato calcolato che questi defibrillatori da soli azzerano la mortalità da infarto fuori dell’ospedale, che di norma è di oltre il 90 per cento se i tempi di soccorso sono quelli medi di una grande metropoli. O limitano quei danni invalidanti conseguenti a una lunga, seppur momentanea, asfissia del cervello per mancanza di sangue ossigenato che il cuore fermo non pompa più.

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