Il contagio di Ebola non si ferma La Liberia sigilla le sue frontiere

ebola-U43010693802302hID-U430201338887189BKH-593x443@Corriere-Web-SezioniIl virus mortale si sta allargando a tutta l’Africa occidentale e comincia a colpire il personale medico. Da marzo morte già 672 persone

L’area di contagio si allarga: Ebola è uscito dalla foresta, non viaggia soltanto sulle ali di pipistrello (leccornia cucinata arrosto o in umido) ma in aereo fino in Nigeria, si nasconde nelle città e colpisce negli ospedali approfittando delle carenze sanitarie e dei guaritori che lo curano (si fa per dire) con pozioni di zenzero, aglio e miele. Scoperto nel 1976 (il nome è quello di un fiume del Congo) Ebola sfrutta il clima di pace e l’effetto globalizzazione nell’Africa Occidentale: migliori trasporti e niente guerre (rispetto all’ex Zaire) spiegano il caso del quarantenne liberiano deceduto ieri subito dopo l’arrivo all’aeroporto di Lagos, metropoli nigeriana di 20 milioni di abitanti. Mentre avanza, il virus si copre le spalle: ha cominciato a uccidere alcuni dei suoi principali nemici, infermieri e medici con le tute e gli occhialoni che da mesi si battono per isolare un epidemia fuori controllo. Lo scorso weekend in Liberia è toccato a Samuel Brisbane: il dottor anti-Ebola del John Kennedy Hospital di Monrovia è morto dopo tre settimane di lotta. Nei giorni precedenti il suo omologo Sheikh Umar Khan, 39 anni, era stato contagiato dopo essersi preso cura di cento pazienti in Sierra Leone, il Paese dove sabato il virus ha registrato la prima vittima nella capitale Freetown: una parrucchiera di 32 anni, una delle 672 persone morte da marzo a oggi, circa il 50% dei 1.200 contagiati nei Paesi più colpiti (Guinea, Liberia e Sierra Leone).

Leggi l’intero articolo su Il Corriere>>

testata corriera della sera

 

Clicca “mi piace” sulla nostra pagina FB mi piace la festa del medico di famiglia