Tumore: «male incurabile» addio. Oggi sei pazienti su dieci guariscono

il male (in)curabileAlla fine degli anni ’70 ce la faceva il 30%. Decenni di progressi hanno reso i tumori malattie che si possono sconfiggere. La comunicazione corretta prima medicina

In realtà c’è sempre stato, ma solo nell’ultimo secolo è diventata una delle malattie più diffuse in tutto il mondo. Per la prima volta nominato «nemsu» in papiri egizi del 1600 avanti Cristo, il cancro compare anche negli scritti del medico greco Ippocrate, il primo a coniare il termine carcinoma. Quando se ne parla oggi, a lasciare sbalorditi molti sono i numeri in costante aumento, tanto che solo in Italia nel 2013 sono stati diagnosticati oltre mille casi ogni giorno. C’è però anche un messaggio positivo che è più difficile far passare: è tempo di abbandonare il concetto di «male incurabile». Alla fine degli anni Settanta solo poco più del 30 per cento delle persone colpite dal cancro sconfiggeva la malattia. Negli anni Novanta quasi il 47 per cento, oggi ce la fanno circa sei pazienti su dieci e in molti casi in cui non si può puntare alla guarigione si riesce però a trasformare il tumore in una malattia cronica, con cui poter convivere per anni. Esistono oggi moltissime terapie, c’è sempre una cura che è possibile fare e se è vero che alcuni tumori restano purtroppo imbattibili è altrettanto vero che le guarigioni sono in crescita da anni. E soprattutto nell’ultimo decennio sono stati fatti progressi impensabili anche solo prima del Duemila. Non solo. Grazie ai passa avanti fatti dai ricercatori di tutto il mondo, oggi il cancro è un nemico più «conosciuto»: in molti casi si può diagnosticare agli esordi, quando le probabilità di sconfiggerlo sono maggiori, oppure addirittura prevenirlo, con vaccini o evitando certi comportamenti o sostanze che si sa che porteranno ad ammalarsi.

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