Pharma Valley made in Toscana

rossie marroniDa settembre il tavolo istituzioni-industrie per attrarre investimenti e garantire cittadini e Ssn

L’appuntamento è per fine settembre. Un workshop tra imprese e istituzioni locali per definire in tempi brevi linee d’azione e un preciso cronoprogramma di interventi. Con un obiettivo ambizioso, la classica sfida nella sfida: creare in Toscana una Pharma Valley e un Polo biomedico che ricalchi esperienza e successi di Biopolis a Singapore. Per attrarre investimenti, fare ricerca di altissimo livello, sviluppare innovazione, creare occupazione. E coniugare tutto questo col governo della spesa farmaceutica, aiutando i cittadini ad avere sempre più accesso ai farmaci innovativi e sicuri. Impresa al top e assistenza sanitaria più sicura garantita. La sfida nella sfida.

D’altra parte nomi e numeri in gioco sono già d’eccellenza: Menarini, Eli Lilly, Novartis e Gsk, Baxter, Msd, Kedrion, Biomiereux per citare solo alcune aziende. Nazionali e multinazionali. Che significano 6 mld di fatturato col 63% di export verso la Ue, 12mila occupati (2mila in R&S), sperimentazioni cliniche in crescita, tre poli universitari, 187 imprese del biomedicale, istituti di alta speciaizzazione dalla Normale di Pisa alla scuola superiore Sant’Anna fino all’Imt di Lucca, forte presenza di start up nate nei parchi scientifici almeno quattro incubatori d’impresa. Perché questi saranno i punti di partenza del Pharma Valley e del Polo biomedico toscano.

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