I fondamentali del dottore

auscultazioneErano i primi dell’Ottocento quando il grande medico francese Laennec ebbe l’idea di ascoltare il torace non appoggiando direttamente l’orecchio al paziente, ma attraverso un rudimentale stetoscopio.

A distanza di due secoli l’auscultazione non ha perso importanza. Oggi abbiamo strumenti che registrano i suoni, che li amplificano, che li inviano in wireless, che li possono confrontare tra loro, ma i concetti basilari della auscultazione sono rimasti gli stessi di un tempo e ci guidano, come allora, nella valutazione dei nostri pazienti. Anamnesi e visita clinica mantengono una centralità assoluta nel processo diagnostico. Ci sono malattie che producono suoni tali che il solo rilievo ne fa sospettare l’esistenza: è il caso della fibrosi polmonare, dove l’ascoltazione di rantoli a velcro distaccato (un rumore simile a quello prodotto da due foglietti di velcro separati bruscamente) deve far intuire la malattia, ma anche dei soffi cardiaci e di tante altre condizioni.

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