Tutti i vantaggi (provati) della «medicina narrativa»

narrazioneCi si sente incompresi, soli con le proprie paure quando si è colpiti da una malattia invalidante, soprattutto se rara. Raccontare la propria storia di sofferenza e dolore può agevolare percorsi di cura e assistenza condivisi, quindi più efficaci. 

È il contributo che può dare la medicina narrativa se integrata con quella basata sulle evidenze, come emerge dalle nuove «Linee di indirizzo per l’utilizzo della medicina narrativa in ambito clinico-assistenziale, per le malattie rare e cronico-degenerative», che costituiscono una tappa fondamentale della campagna «Viverla Tutta» promossa da Pfizer Italia e che sono state elaborate, per la prima volta su questo tema, dalla Conferenza di consenso promossa dall’Istituto Superiore di Sanità, nell’ambito del “Laboratorio sperimentale di medicina narrativa”, i cui partner sono la Asl 10 di Firenze e l’European Society for Health and Medical Sociology, con il sostegno di Pfizer.

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