COMUNICATO STAMPA Gensini (Sit): contro la cronicita’, il telemonitoraggio medico e la teleassistenza domiciliare

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COMUNICATO STAMPA

Gensini (Sit): contro la cronicità, il telemonitoraggio medico e la teleassistenza domiciliare

INTERVISTA AL PRESIDENTE SIT GIANFRANCO GENSINI

D: per un territorio che sia erogatore di cure primarie, in che modo?

«La corretta medicina e chirurgia telematica, come a noi della Sit piace definirla, è il frutto dell’organizzare di un centro servizi, di un appropriato numero di infermieri territoriali, di una forte cooperazione tra i medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali ed ospedalieri e di una reale integrazione socio-sanitaria».

Il “territorio” oggi ha bisogno di dare risposte più puntuali ai cittadini e sono sempre di più le richieste di aiuto soprattutto nell’ambito del tema spinoso della cronicità che è in crescita.
Sui nuovi progetti “digitali”, in particolare il telemonitoraggio medico e la teleassistenza domiciliare – che potranno dare una svolta alla situazione attuale, in cui oggi è l’ospedale, suo malgrado, a gestire le cronicità invece che il territorio – ne parla il professor Gianfranco Gensini,
presidente della Società Italiana di Telemedicina e sanità elettronica (Sit).

«Oggi la cronicità ha assunto dimensioni tali da essere etichettata come “emergenza cronicità” ed i sistemi sanitari di tutti i paesi occidentali devono fare i conti con tale emergenza, dato il progressivo invecchiamento della popolazione e la conseguente espansione delle patologie croniche – introduce il tema Gianfranco Gensini -. Basti pensare che il 20% dei pazienti cronici, consuma l’80% delle risorse messe a disposizione dallo Stato e dalle Regioni per la sanità». In questo cupo scenario il telemonitoraggio medico e la teleassistenza domiciliare possono essere una delle chiavi di volta per sollevare da una “crisi organizzativa e di risorse” il sistema sanitario nazionale.

●Il telemonitoraggio medico e la teleassistenza domiciliare contro il fenomeno crescente della cronicità

I progetti “digitali” in grado di spostare l’asse delle cure della cronicità dall’ospedale al territorio, secondo il professor Gensini sono ssenzialmente il telemonitoraggio medico e la teleassistenza domiciliare.

«Sono progetti dedicati soprattutto a pazienti affetti da patologie croniche come il diabete, lo scompenso cardiaco, l’insufficienza respiratoria e renale, l’ipertensione arteriosa, le aritmie cardiache, le ulcere degli arti inferiori – spiega Gensini -. Molti sono già attivi, come ad esempio il
progetto di teleassistenza domiciliare che abbiamo contribuito a realizzare presso la ASL 8 di Arezzo o il servizio di telemonitoraggio medico offerto da Doctor Plus che abbiamo sperimentato presso la ASL 10 di Firenze e la ASL Roma D».

Il risparmio per il sistema sanitario nazionale che ne deriverebbe è importante – parlano i numeri – e ben tutti i pazienti cronici potrebbero beneficiare di questi progetti.

«Il costo di una giornata di degenza ospedaliera va dai 400 agli 800 euro, mentre un paziente in teleassistenza può avere un costo mensile tra gli 80 e i 120 euro – snocciola i numeri Gianfranco Gensini -. Il risparmio per il sistema sanitario nazionale che ne deriverebbe è dunque molto
importante».

E del resto i vantaggi nella presa in carico “globale” del paziente sono evidenti e già dimostrati da diversi studi.

«Cito per tutti il Whole System Demostrator – approfondisce Gensini -,
il più grande studio al mondo realizzato in UK su 6.200 pazienti, che ha coinvolto 240 Medici di Medicina Generale, ed è stato pubblicato sul BMJ. Questo studio ha messo in evidenza anche una riduzione della mortalità e della morbilità, una maggior aderenza alle cure e un maggior gradimento da parte del paziente».

● Un territorio che sia erogatore di cure primarie: in che modo?
La telemedicina rappresenta una grossa opportunità

Grazie ai nuovi progetti di Telemedicina il territorio tornerà al suo ruolo primario di diagnosi precoce e cura nei confronti dei pazienti. Ma in quale modo? Attraverso quali strumenti?

«Il territorio potrà tornare al suo ruolo centrale di erogatore delle cure primarie solo se sarà messo nelle condizioni di farlo – spiega il presidente della Società Italiana di Telemedicina -. Senza dubbio la telemedicina rappresenta una grossa opportunità, ma per praticare una corretta
medicina e chirurgia telematica, come a noi piace definirla, occorre organizzare un centro servizi, avere a disposizione un appropriato numero di infermieri territoriali, avere una forte cooperazione tra i medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali ed ospedalieri ed anche una reale integrazione socio-sanitaria. Non si tratta solo di investire nel territorio ma di cambiare mentalità, oltre a definire le regole, i tariffari, la responsabilità medico-legale, senza dimenticare la sicurezza e la privacy dei dati teletrasmessi, in quanto si tratta di dati sanitari, definiti dalla legge come dati sensibili e per questo sottoposti a particolari cautele. Indubbiamente la recente approvazione, da parte della conferenza Stato-Regioni, delle linee nazionali di indirizzo, da noi dichiaratamente auspicate fin dal 2010, va in questa direzione, ma adesso occorre scendere nelle linee guida di dettaglio e scrivere delle regole precise».

Secondo Gianfranco Gensini «l’affermazione, anche nel nostro Paese, della medicina e chirurgia telematica, non è solo un problema tecnico o tecnologico, ma essenzialmente culturale: occorre informare, formare ed educare all’innovazione tecnologica, sia i cittadini che gli stessi operatori sanitari – conclude -. E’ un processo di maturazione lento e che richiede i suoi tempi, ma la rivoluzione “digitale” è già iniziata e sarà inarrestabile, perché rappresenta l’unica opzione in grado di garantire servizi appropriati e sostenibili in regime di risorse contenute. Ricordo che tutti questi temi saranno da noi approfonditi e discussi il prossimo 1° e 2 luglio a Milano, presso l’università Bicocca, dove celebreremo il 4° congresso nazionale di telemedicina e sanità elettronica, insieme alla prof.ssa Maria Carla Gilardi, nostra illustre iscritta ed eminente esponente dell’università Bicocca e del Cnr, alla dr.ssa Rossana Ugenti, direttore generale del Sistema informativo e statistico sanitario del ministero della Salute, al professor Sergio Bertolucci, direttore della ricerca e dello scientific computing presso il Cern di Ginevra, a cui sarà conferita la presidenza onoraria della Sit, tesa a suggellare l’accordo di collaborazione scientifica Sit-Cern su system medicine e big data, all’istituto superiore di Sanità, al Cnr, all’autorità garante della Privacy e alle principali aziende di settore».