Sesso sicuro i teenager “analfabeti”

LISBONA – IL LIVELLO di contraccezione di un paese dipende da molti fattori, dall’entità del rimborso da parte del Servizio sanitario nazionale, dalla disponibilità dei sistemi più moderni, da quanto le donne sono seguite nella scelta ma, soprattutto, dalla conoscenza diffusa. Conoscenza che passa per l’educazione scolastica, ormai presente in quasi tutti i paesi della Ue ma non ancora nel nostro. Una battaglia lunga decenni. Non a caso la Sigo, l’associazione italiana dei ginecologi e degli ostetrici, ha scelto il palcoscenico di Lisbona, dove si è da poco concluso il tredicesimo congresso dell’Esc, la società europea di contraccezione e salute riproduttiva, per lanciare un appello al ministro della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini, perché già dal prossimo anno — con l’ausilio degli specialisti dell’associazione — si possa arrivare nelle classi delle scuole medie per parlare di sessualità responsabile, di salute riproduttiva, di protezione della fertilità, di difesa dalla malattie sessualmente trasmesse. In una parola di educazione affettiva, anticoncezionale e sessuale…(vai all’articolo di La Repubblica.)

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